18/11/2003

Comunicazione di Servizio

Questo blog è in via di trasferimento: lascio l'isola deserta di Clarence per la metropoli virtuale di Splinder. Le avventure del Dottor D. continuano qui.
di Dottor D. at 16:56:41 1 Commento

05/11/2003

Portogallo Cedrone

Come si dice in uno dei miei film preferiti, è il momento di un pezzo un pò vecchio... Cioé, un pò vecchio dalle mie parti. Si tratta di un racconto - di vita vissuta, come di consueto - che scrissi qualche tempo fa in altra sede, e che mi sembra assolutamente adatto a queste pagine. Ergo, dopo aver apportato qualche minima variatio rispetto all'originale, lo riporto qui; l'ambientazione balneare, intanto, servirà a creare l'atomsfera giusta per un argomento del quale ho intenzione di parlare nel prossimo futuro... Le mie tragicomiche vacanze di quest'anno in una certa insidiosissima isola greca.
Ma veniamo alla storiella di oggi.

Seconda metà di luglio duemilaedue, da qualche parte nei soliti dintorni di Peschici, già citati in altre occasioni. Siamo nella solita discoteca con sala giochi annessa, dove il solito Dottor D., forte della sua straordinaria cultura generale, del suo intuito fuori dal comune e, soprattutto, del fatto che va in vacanza in quello stesso posto da anni e conosce ormai a memoria tutte le risposte, sta totalizzando un punteggio record alla solita versione elettronica di Trivial Pursuit, già all'origine di precedenti incontri interessanti. Un piccolo capannello di tamarri in tenuta da disco assiste all'impresa barrendo e muggendo.
A partita conclusa, il branco di coatti si disperde. Rimane soltanto una graziosa fanciulla - alta, formosetta, lunghi capelli castani, età apparente venti - ventidue anni - che si presenta al nostro eroe rimirandolo con sguardi carichi di stima. Il Dottor D. attiva subito la modalità Abbordaggio, con relativo sorrisone abbacinante.
Dialogo. Lei è indigena e si chiama Carmela; vabbè, nessuno è perfetto. Il Dottor D. dà fondo al suo repertorio umoristico più terra terra, con risultati promettenti. Le distanze si accorciano, il sorrisone da abbordaggio si allarga. Ad un certo punto, però, lei fa:

"Mentre giocavi ti ho visto rispondere con particolare disinvoltura alle domande sulla mitologia greca e romana. Hai fatto il Liceo Classico?"

Al che il Dottor D., menandosela a più non posso:

"Oh, sì, ho fatto il Classico. Anche tu hai fatto il Classico?"

Lei:

"A dire il vero lo sto ancora facendo."

Attimo di silenzio perplesso.
Poi il Dottor D. azzarda:

"Ripetente?"

E lei:

"Ho sedici anni."

Nella sua testa, il Dottor D. si vede mentre la polizia pugliese lo conduce in carcere.

Stacco.

Inizi di agosto dello stesso anno. Siamo a Nazarè, la Rimini portoghese; nel dettaglio ci troviamo a Sitio, distaccamento di Nazarè che si trova su una specie di altopiano a strapiombo sul mare, ed è raggiungibile solo mediante una funivia centenaria. Il Dottor D., vestito da turista - con tanto di maglietta della nazionale portoghese e cappellino da baseball coi colori del Portogallo - è fuori dalla pittoresca Chiesa della Misericordia. Da bravo gitante qual è, legge e rilegge sull'apposita guida Touring la storia dell'edificio, le sue caratteristiche architettoniche, le vicende personali dei costruttori fino alla terza generazione e così via. Quando ritiene di essersi acculturato a sufficienza, entra.
Mentre ammira l'altare in stile manuelino innalzato nel sedicesimo secolo da re blablabla, il Dottor D. nota che dietro di lui hanno fatto il loro ingresso nella chiesa due ragazze. Pelle scura tipo abbronzatura perenne, capelli corvini, tratti latineggianti: è chiaro come il sole che si tratta di fanciulle del posto. Una è carina e ha l'aria socievole, l'altra è bella come una diva del cinema. Il Dottor D., alquanto laido, ripone in fretta e furia la guida Touring e si avvicina alle due, chiedendo con fare finto sprovveduto quale sia il nome dell'edificio nel quale si trova. Le pulzelle rispondono in un inglese impeccabile; il che è strano, perché i portoghesi non sono molto poliglotti. Una delle due, gentilissima, esce apposta dalla chiesa per informarsi, e torna riferendo al Dottor D. una messe di dati che in realtà lui conosce già a memoria. Poi il nostro eroe, furbo come una volpe, dirotta la conversazione su altri argomenti.

"Parlate un inglese eccezionale, per delle portoghesi."

"Questo perché non siamo portoghesi. Veniamo da Ontario, Canada"

. Perplessità e stupore del Dottor D., che comunque non è animato da alcuna forma di razzismo verso le canadesi. Segue tristissima battuta a tema sul Bigfoot, che però le due fanciulle sembrano apprezzare. Salta fuori che quella carina si chiama Jessica - molto meglio di Carmela - e quella bella Kela; inevitabile gag sul fatto che Kela, in italiano, significa the hand of the crab. Risatine delle ragazze, ritorno del sorrisone da abbordaggio, intima soddisfazione del Dottor D. che già si vede passare la notte in una canadese, non intesa come tenda.
Giunge quindi il momento di accorciare le distanze.

Dottor D.: "So che da queste parti c'è un monumento a Vasco de Gama - fonte: la solita guida del Touring, n. d. r. - e vorrei vederlo. Mi accompagnate?"

Jessica: "Ci piacerebbe, ma non possiamo. I nostri genitori ci aspettano qui fuori."

Attimo di silenzio perplesso.
Poi il Dottor D., memore del caso Carmela, chiede:

"Quanti anni avete?"

"Quattordici" risponde Jessica.

Nella sua testa, il Dottor D. si vede mentre le Giubbe Rosse canadesi lo conducono in carcere.

Esisteranno ancora, da qualche parte, delle ragazze appetibili, single e maggiorenni???
di Dottor D. at 15:42:46 25 Commenti