26/06/2003

Geografia Umana

Restiamo in tema di vacanze, quindi di viaggi, quindi della vita, quindi di persone, quindi di uomini e di donne. Per una donna - attenti, ardita metafora in arrivo - scegliere un uomo è un pò come trasferirsi in un altro paese: nuove abitudini, nuovi obblighi, nuovi privilegi, nuovi punti di riferimento.

Certi uomini sono come la Svizzera. Il luogo comune dice che in Svizzera le strade sono linde come specchi, gli autobus non sgarrano di un secondo, la burocrazia fila alla velocità della luce, il traffico scorre ordinato e il crimine è solo un raro incidente di percorso; si tratta di uno di quei - numerosi - luoghi comuni che corrispondono al vero. Ah, certo, c'è sempre qualcuno che accusa la perfezione svizzera di essere noiosa. Ma è solo un argomento consolatorio per chi crepa d'invidia; in realtà la Svizzera è un paese pieno di posti dove divertirsi, fermenti culturali, infrastrutture sportive. In più ha dei bellissimi paesaggi e, ve lo garantisco, una favolosa programmazione televisiva, con tanti film in prima TV senza interruzioni pubblicitarie. Ammettiamolo: chiunque, non foss'altro che per motivi di tornaconto fiscale, vorrebbe andarsene in Svizzera. Non c'è un singolo motivo per non desiderarlo. E se pensate che non esistano uomini così, vi sbagliate: io stesso potrei presentarvene almeno un paio. Potrei, ma ovviamente sono già fidanzati.
Altri uomini sono come l'Australia. In Australia, sapete, non c'è niente da vedere: niente arte, niente monumenti, niente foreste, niente di niente. La massima attrattiva locale è il deserto; chilometri e chilometri di nulla, per l'appunto, interrotti solo da quel calcolo renale di Godzilla che è l'Ayers Rock. In più, in Australia si mangia da cani; eppure ci vogliono andare tutti. Le vacanze in Australia non passano mai di moda. Se racconti di essere stato in Australia, ci sono elevate probabilità che il tuo interlocutore ti guardi con infinita stima. Sarà che è un posto molto lontano, e quindi esotico. O sarà che l'Ente Turismo Australiano spende una fortuna in pubblicità. Mah.
Per la maggior parte, però, gli uomini sono come la Polonia, o la Svezia, o il Portogallo, o l'Argentina, o l'Irlanda, o il Perù: tutti posti con i loro pro e i loro contro. Hanno spiagge da sogno e/o tasse da incubo e/o vette inarrivabili e/o leggi insostenibili e/o estati lunghe un anno e/o notti lunghe sei mesi. A volte prevalgono i pro, a volte i contro.
Mi hanno raccontato cose assai curiose dell'India, uno dei dieci o quindici posti più belli nei quali non sono mai stato. In India, nella stagione dei monsoni, piove, e mica poco. Anzi, piove così tanto che le conseguenti piene spazzano via ponti, edifici, perfino colline: ciclicamente, la geografia di alcune zone cambia. La popolazione lo sa, e vive con le valigie in mano. Per loro la catastrofe è la norma, a tal punto che non ci fanno più caso. Hanno imparato, come si suol dire, a prenderla con filosofia. Ma per chi arriva da fuori l'impatto può risultare devastante: in India, a ogni angolo di strada, si vedono scene che spingono più d'un turista a chiudersi nello Sheraton e a ripartire dopo due giorni. Ci vuole fegato, e tanto, per trasferirsi in India. Ci vogliono un misticismo di ferro, un totale disprezzo nei confronti dei beni materiali e la volontà assoluta di lasciarsi tutto alle spalle. E non è che la gente del posto non sia amichevole, o che il paese non abbia un suo fascino. Ma si tratta proprio di un altro pianeta.
Ecco, così. Sono così.
di Dottor D. at 00:18:57 3 Commenti